I benefici dello stare all’aria aperta 

Una delle domande che ci viene più spesso posta dai genitori che si avvicinano al nostro progetto è

Ma state fuori sempre? Anche d’inverno? Anche quando piove?

e, quando rispondiamo:

Si

notiamo che la prima reazione è un’espressione preoccupata.

Ma è normale, ancora oggi infatti l’educazione all’aria aperta, intesa come un approccio quotidiano all’ambiente esterno, che prescinde dalle condizioni meteorologiche, è vista come un potenziale pericolo per la salute delle bambine e dei bimbi, soprattutto nelle stagioni più fredde.

Come Cargomilla crediamo invece che un’educazione in natura, all’aria aperta, sia tutt’altro che pericolosa ma anzi vada a portare benefici incredibili, sia fisici che psicologici, alle persone che la vivono. 

Capiamo però perfettamente anche i timori che derivano da questo approccio educativo e abbiamo quindi scelto di creare dei momenti di incontro con le famiglie per parlare con loro e sciogliere i loro dubbi.

Uno di questi incontri è stato organizzato con il Dott. Michele Torella, medico pediatra, che ci ha parlato dell’importanza di stare all’aria aperta da un punto di vista scientifico, portando quindi un ulteriore punti di vista, quello medico, a favore di questo tipo di approccio pedagogico.

In un interessante momento di scambio con le famiglie, il Dott. Torella ci ha illustrato in modo chiaro ed efficace perché una didattica all’aperto non può che favorire lo sviluppo psicofisico delle bimbe e dei bimbi.

Ma perchè è importante stare all’aria aperta?

Negli ultimi anni, nel mondo Occidentale e nella fascia d’età della primissima infanzia ( 0-6 anni) hanno iniziato a svilupparsi una serie di problematiche di natura organica e psicologica che possono derivare dal cambiamento di stile di vita d* bambin*, che stanno sempre di meno all’aria aperta. 

Difetti posturali, disturbi visivi, disturbi metabolici,riduzione della massa ossea o della competenza motoria ma anche ridotta autostima d* piccol* , che anche a causa dell’iper controllo da parte delle persone adulte di riferimento, riducono le loro capacità motorie.

Per non far ammalare quindi le bimbe e i bimbi di quello che Richard Louv chiama nei suoi libri “nature deficit disorder” è quindi fondamentale , anche dal punto di vista della salute, giocare all’aria aperta.

L’outdoor education, al nido così come nella scuola dell’infanzia, risponde proprio all’innato bisogno d* bimb* di vivere la realtà nell’ambiente naturale, entrando in relazione con le cose concrete, con gli spazi, con gli elementi della natura.

Ciò consente quindi di acquisire numerose competenze sia fisiche che psicologiche.

Fisiche:

  • incremento delle acquisizioni motorie: fin da piccolo, il bambino esposto all’ambiente naturale impara “quell’alfabeto motorio” (correre, saltare, arrampicarsi) che è alla base delle successive acquisizioni
  • mantiene un tono muscolare adeguato
  • adeguata produzione di vitamina D e altre vitamine: tanto più utilizziamo l’apparato muscolo-scheletrico tanto più riusciamo ad accumulare le vitamine di cui abbiamo bisogno.
  • riduzione della produzione di cortisolo (ormone dello stress)
  • riduzione dei difetti visivi: l’esposizione alla luce naturale riduce la possibilità di sviluppare patologie della vista ( ex: miopia)

Psicologiche e di sviluppo:

  • interazione con elementi naturali e capacità di riconoscere le diverse caratteristiche: didattica dell’esperienza, si apprende osservando la natura che ci circonda, ponendosi domande in costante dialogo con l’adulto.
  • capacità di adattarsi a situazioni nuove, diverse ed inattese: si favorisce così l’autonomia. Le bimbe e i bimbi si trovano a dover interagire con l’ambiente che cambia ogni volta, provando a fare da sol* ( dai 3 anni ), cimentandosi anche con le cose meno semplici, sperimentando il proprio limite e adattandosi al contesto.
  • porsi domande in rapporto agli eventi naturali (perché piove, perché le foglie cadono, perché l’uccellino è morto)
  • rispetto dell’ ambiente naturale: imparando a prendermi cura oggi dell’ambiente in cui vivo, imparo ad avere rispetto di quello che mi circonda e ad essere responsabilmente attivo per la salvaguardia degli elementi naturali, e quindi di conseguenza anche di tutti gli esseri viventi.
  • incremento dell’autostima

Stare all’aria aperta per imparare, crescere e vivere Bologna già da quando si è piccole e piccoli

Grazie anche all’incontro con il pediatra abbiamo potuto raccontare nuovamente alle famiglie presenti il perché Cargomilla fa dell’ outdoor education uno dei suoi pilastri fondamentali. Crediamo infatti che attraverso la conoscenza diretta sia possibile promuovere un’educazione consapevole e attenta, che permetta alle bimbe e ai bimbi di conoscere il mondo com’è qui ed ora.

L’educazione in natura e non solo, l’educazione all’aria aperta anche nella sua declinazione “urbana”, si inserisce e si struttura proprio secondo questa filosofia: vogliamo che le nostre figlie e i nostri figli crescano consapevol* del tessuto sociale che le e li circonda e per questo scegliamo di spostarsi quotidianamente e cambiare sempre luogo di interesse, arricchendo i loro piccoli mondi del piacere di scoprire che ovunque può esserci bellezza.

Come anche il Dott. Torella ci ha detto, è per noi fondamentale un approccio “incidentale” all’educazione, nell’accezione che ne dà Colin Ward, cioè un’educazione che vede in ogni spazio urbano (dalla strada al parco, dai musei alle botteghe artigianali) un luogo vitale capace di offrire opportunità educative straordinarie. 

È un’istruzione informale, volta alla creatività e all’intraprendenza, che rappresenta per noi una concreta alternativa all’apprendimento programmato e strutturato, configurandosi come approccio nuovo alla trasmissione di conoscenze, in grado di fornire efficaci risposte alla curiosità e al naturale e spontaneo bisogno di apprendere delle bimbe e dei bimbi.

In ogni luogo c’è sempre qualcosa da scoprire e qualcun* di interessante da conoscere, che sia il parco, il bosco o il museo, il mercato o la biblioteca: a Cargomilla si impara facendo. Il nostro piccolo rifugio a tre ruote ci accompagna alla scoperta del mondo attraverso esperienze dirette, e sarà proprio grazie a queste esperienze dirette che porteremo nelle bimbe e nei bimbi un approccio educativo aperto all’accoglienza, al rispetto delle diversità e alla condivisione dei nuovi saperi.

L’educazione all’aperto infine è anche educazione ambientale, costruita intorno a dei mezzi ecologici a tre ruote, che ci permette di costruire una società sostenibile, attenta all’ambiente e ci permette quindi di trasmettere anche questi valori alle bambine e ai bambini che frequentano il nostro spazio quotidiano.