Fluidità di genere nell’infanzia

La fluidità di genere nell’infanzia è un fenomeno sempre esistito, come sempre sono esistite le persone che si sono espresse al di là delle norme di genere precostituite. Sicuramente è un fenomeno complesso, troppo spesso maltrattato da chi vuole solo apporre dei cappelli politici che riproducono schemi rigidi. A volerlo guardare da un altro punto di vista, la fluidità di genere non è altro che la libertà espressione del sé che ogni persona piccola dovrebbe poter avere garantita dagli 0 ai 18 anni. 

Cosa si intende per fluidità di genere?

La fluidità o varianza di genere nell’infanzia è l’esperienza di un numero non facilmente identificabile di bambine che esprimono modi di essere socialmente considerati del genere opposto al sesso attribuito alla nascita.

Può manifestarsi con un netto riconoscimento di chi alla nascita è assegnato maschio nel genere femminile o di chi alla nascita è assegnata femmina nel genere maschile o per entrambi i sessi in nessuno dei due generi. 

È un fenomeno complesso che è difficile affrontare con la lucidità di cui ha bisogno poiché l’idea che delle persone piccole possano rompere le norme di genere desta preoccupazioni in una parte di società più conservatrice. Una serie di studi affermano che l’80% delle persone piccole che mostra comportamenti di genere fluido alla fine “desisterà”, ossia si conformerà al genere assegnato. Solo il 20% di loro, sempre secondo questi studi, manterrà invece un’identificazione di genere creativo, diventando una persona trans* da adulta (in questo caso, si parlerà di persistenza*).

Anche questi studi però possono venire criticati e messi in discussione, non solo in termini numerici ma anche di contenuto: se davvero “solo” il 20% di persone piccole con varianza di genere proseguirà su questa strada non dovremmo in ogni caso fornire forme di educazione che non limitino la llibera espressione al di là di stereotipi e binarismo? 

Quando si forma l’identità di genere?

Secondo la prospettiva bio-psico-sociale la percezione di sé come femmine o maschi è l’esito di un processo in cui intervengono una pluralità di fattori che interagiscono tra di loro. Lo sviluppo dell’identità di genere è concomitante con la progressione del funzionamento cognitivo del bambino/della bambina, che gradualmente sviluppa una consapevolezza di genere. Secondo il modello messo a punto da Kohlberg (1966), nella fase compresa tra un anno e mezzo e i due anni di vita le persone piccole arrivano a differenziare le due categorie e a distinguere i maschi e le femmine, e sono in grado infatti di rispondere alla domanda

Sei un maschio o una femmina?

Questa è la prima fase, conosciuta come identificazione di genere, in cui le persone piccole iniziano a sviluppare una comprensione delle differenze di genere. Nella fase successiva, denominata costanza di genere, solitamente tra i tre e i quattro anni, viene acquisita la consapevolezza che il genere di un individuo è una caratteristica stabile e costante. Nell’ultima fase, detta congruenza di genere, verso i cinque-sei anni, si sviluppa la comprensione che il genere è una caratteristica intrinseca, indipendente dall’aspetto o dai comportamenti esterni delle persone. Ad esempio, si arriva a comprendere che una bambina rimane tale anche se modifica il taglio dei capelli.

La psicologia cognitiva ha in seguito introdotto la teoria dello schema di genere, secondo la quale durante la crescita le persone piccole sviluppano una rete di associazioni mentali che riguardano la percezione di sé e degli altri relativamente alle differenze tra i generi (Bem 1981**).

Crediamo però che dovremmo provare a pensare che l’identità di genere non si forma, si riconosce. Elena Gianini Belotti sosteneva già nel 1977 con gli studi che hanno portato alla scrittura di Dalla parte delle bambine, che le persone piccole che lei aveva osservato avevano iniziato ad avere comportamenti di genere già a 18 mesi adeguandosi a quello che avevano capito ci si aspettava da loro in base al sesso assegnato alla nascita. 

Certo, definire la propria identità significa esplicitare la propria identificazione di appartenenza ad un gruppo, ad un modello e, quando si tratta di genere, al maschile o al femminile. ma è proprio questo schema binario e rigido che non lascia spazio di affermarsi al di la di questi modelli precostituiti. 

Il peso dei pregiudizi di genere

In un sistema sociale profondamente binario i pregiudizi basati su come si dovrebbe essere in base al proprio genere di appartenenza o, per dirla meglio, in base al sesso attribuito alla nascita, (che chiaramente, secondo lo schema, corrisponde al genere in cui ci si identifica) sono fortissimi, difficili da mettere in discussione perchè difficili da identificare visto che sono i punti di riferimenti di molti dei comportamenti che abbiamo ogni giorno. 

Proviamo ad immaginare il dolore che una persona piccola possa provare se viene rimporverata ogni volta che si comporta in un modo diverso da come il genere in cui l’abbiamo incasellata vorrebbe: è un tipo di trauma che rimane addosso e che difficilmente può essere spiegato alle figure adulte di riferimento.

*GenderLens (2024), Infanzia e Adolescenza Trans*. Una guida carina su cosa fare (e non fare) a casa, a scuola, ma anche un po’ dappertutto

** Varianze di genere e di orientamento sessuale. Discriminazioni e impatto sulla salute Margherita Graglia

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FAQ. Domande frequenti sulla fluidità di genere nell’infanzia

In questa sezione rispondiamo alle domande più comuni sulla fluidità di genere nell’infanzia, per offrire spunti di riflessione e strumenti utili a chi accompagna le persone piccole nel loro percorso di crescita.

Che cosa si intende per fluidità di genere nelle persone piccole?

La fluidità di genere nelle persone piccole si riferisce alla possibilità che ognuna possa esprimersi liberamente, anche al di fuori delle aspettative sociali legate al sesso assegnato alla nascita. Può manifestarsi attraverso giochi, abbigliamento, linguaggio o identificazioni che non rientrano negli schemi binari di genere.

A che età si sviluppa l’identità di genere?

L’identità di genere inizia a svilupparsi già intorno ai 18-24 mesi, con una consapevolezza crescente tra i 3 e i 6 anni. È un processo complesso e influenzato da fattori biologici, psicologici e sociali, ma ogni persona piccola dovrebbe poter esplorare liberamente chi è, senza pressioni né stereotipi.

La fluidità di genere nell’infanzia è un segnale che una persona diventerà trans?

No, non necessariamente. Alcune persone che da piccole esprimono varianza di genere continueranno su quel percorso, altre no. La cosa importante è offrire uno spazio sicuro in cui ogni persona piccola possa esplorarsi senza giudizio né imposizioni.

Come posso sostenere una persona piccola che esprime una fluidità di genere?

Ascolto, rispetto e apertura sono fondamentali. È utile evitare etichette precoci, proteggere la libertà espressiva e confrontarsi con professionistə preparatə in ambito educativo e psicologico, se necessario.

Come spiegare la fluidità di genere alle persone piccole?

Con parole semplici e inclusive, usando libri, giochi e storie che mostrano tanti modi diversi di essere. L’obiettivo non è “spiegare” qualcosa di difficile, ma mostrare che ogni identità è valida e merita rispetto.