Puericultrice: chi è e cosa fa

La figura della puericultrice è un punto di riferimento prezioso per tante famiglie: una professionista che affianca le figure genitoriali nei primi mesi e anni di vita delle persone piccole, offrendo supporto pratico, emotivo ed educativo. Per raccontare meglio chi è e cosa fa, abbiamo chiesto a Laura Rizzati, puericultrice professionista, di accompagnarci alla scoperta di questo importante lavoro di cura.

La puericultrice è una professionista abilitata ad esercitare la professione  dalla normativa R.D. 19 luglio 1940, n. 1098 che affianca la famiglia nei primi mesi e anni di vita delle persone piccole. Grazie a competenze mediche, pedagogiche e psicologiche, garantisce un’assistenza completa alle neonate e offre supporto pratico alle persone adulte di riferimento nelle attività quotidiane.

La figura della puericultrice rientra fra le Arti Ausiliarie delle Professioni Sanitarie e funge da ponte tra il sapere sanitario e le esigenze quotidiane. È esperta di cura, igiene, crescita e sviluppo psicofisico della bambina sana e si occupa di informare ed educare le persone adulte già nel periodo prenatale, preparandole alla gestione della piccola fin dai primi giorni di vita.

Puericultrice: significato e perché è importante per le persone adulte di riferimento 

La puericultura è una branca della pediatria che studia e promuove la cura, lo sviluppo e la salute delle bambine da 0 ai 6 anni. Secondo la Treccani, puericultóre (f. -trice) è una parola composta dal termine latino puer «fanciullo» e da -cultore: indica quindi la persona esperta nell’arte e nella scienza della cura dell’infanzia, specializzata nella crescita e nel benessere delle bambine.

laura rizzati puericultrice

La puericultrice diventa un punto di riferimento per le persone adulte di riferimento, in affiancamento alle figure sanitarie, in quanto fornisce cura e assistenza alle bimbe e supporto pratico ed emotivo alle figure genitoriali, aiutandole a riconoscere e a comprendere i bisogni delle loro figlie e ad affrontare tutte le fasi dello sviluppo, senza mai sostituirsi a loro, ma accompagnandole con competenza e presenza rassicurante. 
Il periodo perinatale è delicato e complesso, può portare con sé dubbi, sfide, fatiche ed incertezze: la puericultrice si inserisce in questo spazio-tempo della genitorialità offrendo dei servizi su misura che rispondano ai bisogni della famiglia, contribuendo a creare un ambiente sereno e favorevole per tutte. Con il suo supporto, la puericultrice favorisce il legame adulta-figlia e rafforza il senso di sicurezza e fiducia nelle capacità di accudire la propria bambina.

Sempre pronta a rispondere a domande pratiche o a chiarire dubbi, la puericultrice aiuta a trasformare le sfide quotidiane in occasioni di crescita per tutta la famiglia. 

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puericultrice definizione

Che cosa fa una puericultrice?

La puericultrice può lavorare nel reparto “Nido” di alcuni ospedali italiani, in ambulatori pediatrici e ostetrici, presso associazioni o cooperative e nei servizi educativi come assistente all’infanzia. Opera anche come libera professionista al domicilio delle famiglie, offrendo consulenze su tematiche specifiche o assistenza quotidiana, anche notturna, in base alle esigenze specifiche. 

La puericultrice aiuta le persone adulte di riferimento a sentirsi competenti e a non affrontare da sole le sfide e le fatiche quotidiane. Offre assistenza pratica ed emotiva, attraverso nozioni su igiene e cura gentile nel rispetto dei corpi delle piccole, supporto all’allattamento al seno o all’alimentazione con formula e fornisce indicazioni sulle fasi di sviluppo secondo le linee guida più aggiornate, per orientare le famiglie verso scelte di accudimento consapevoli e sostenibili.

Fin dalla gravidanza risponde a domande e dubbi, aiutando le figure genitoriali a immaginare il percorso che le attende durante e dopo il parto, organizzandosi al meglio per non esserne sopraffatti. Nel puerperio diventa un’alleata preziosa nella gestione del nutrimento della piccola*, nell’interpretazione dei suoi segnali e nell’organizzazione dei nuovi ritmi familiari, favorendo serenità e adattamento.

*Abbiamo scelto di usare il femminile: scopri perchè sulla pagina parliamo al femminile

Nei primi mesi e anni di vita osserva con attenzione la bambina, monitorando crescita, alimentazione e comportamento. Affianca le persone adulte durante l’alimentazione complementare, la fine dell’allattamento o il rientro al lavoro; suggerisce un’igiene del sonno mirata a soddisfare i bisogni delle piccole, a stabilire ritmi regolari quando possibile e a migliorare il riposo di tutta la famiglia

Fornisce indicazioni sulle pratiche igieniche corrette e sulle norme di sonno sicuro e orienta nella scelta di accessori per l’infanzia certificati secondo le normativa vigenti. La sua presenza sostiene un approccio consapevole alla genitorialità, riducendo ansie e dubbi tipici dei primi tempi.

puericultrice significato

Puericultrice in ospedale: quando e come interviene

Nei reparti di maternità e neonatologia, la puericultrice collabora con ostetriche, pediatre e infermiere per garantire un’assistenza personalizzata. Interviene fin dai primi giorni per valutare l’adattamento della bambina all’ambiente extrauterino e supportare l’avvio e il mantenimento della lattazione. 

Può prestare le prime cure igieniche alla neonata subito dopo il parto e educare le figure genitoriali mostrando loro come gestire la neonata in sicurezza: dal bagnetto alla cura del moncone ombelicale, dalla vestizione alla nanna sicura; mostra come intervenire quando la neonata è agitata o a disagio, aiuta a riconoscere i segnali di fame e di sonno e i bisogni primari e prossimali.

Offre informazioni su tutti quei dettagli di cura e accudimento che possono sembrare ovvi ma spesso non lo sono, soprattutto a chi affronta l’esperienza genitoriale per la prima volta, e lo fa basandosi sulle linee guida più aggiornate, talvolta sfatando miti, pratiche e credenze popolari che possono ostacolare la cura ottimale della neonata.

Quando rivolgersi a una puericultrice

Puoi contattare una puericultrice già durante la gravidanza o nei primi giorni dopo il parto, specialmente in caso di:

  • difficoltà nell’allattamento o nell’interpretazione dei segnali della neonata;
  • avvio e mantenimento della lattazione;
  • passaggio all’alimentazione complementare;
  • spannolinamento;
  • saluto al ciuccio;
  • difficoltà nel sonno;
  • ambientamento al nido;
  • gestione di gemelle o sorelle più grandi;
  • necessità di conciliare lavoro, maternità e alimentazione della bambina;
  • fine dell’allattamento;
  • sostegno all’adozione;
  • supporto nel rientro a casa dopo un ricovero in Terapia Intensiva Neonatale;
  • bisogno di lasciare la bimba nelle cure sapienti di una professionista mentre le persone adulte di riferimento recuperano un po’ di riposo o si vogliono concedere qualche momento per sé o dedicarsi ad altri impegni famigliari o domestici.

Puericultrice o tata? Le differenze per fare una scelta consapevole

Puericultrice e tata condividono l’obiettivo di prendersi cura della bimba, ma si distinguono per formazione e ambito di intervento. 

La puericultrice segue un percorso di studi specifico nel settore sanitario e pedagogico abilitante e riconosciuto dal Ministero della Salute, è autorizzata a svolgere specifici interventi di cura e pratica secondo protocolli validati scientificamente. La tata possiede esperienze e qualifiche più variegate ed è una figura non regolamentata.

La scelta dipende dalle esigenze e possibilità familiari e dal tipo di supporto richiesto. Il mio consiglio è quello di valutare sempre il livello di specializzazione, le responsabilità e le certificazioni per prendere una decisione informata.

I benefici di affidarsi a una puericultrice 

Affidarsi a una puericultrice significa ricevere un’assistenza su misura, cucita sulle necessità di ogni famiglia. 

Il suo intervento riduce lo stress genitoriale, fornendo soluzioni pratiche e ascolto accogliente. Favorisce uno sviluppo equilibrato grazie a stimoli adeguati e a un’osservazione attenta. Rinforza la fiducia delle persone adulte di riferimento, trasformando le incertezze dei primi mesi in serenità e consapevolezza nell’accudimento della bambina.

FAQ – Domande frequenti

Entrare nel mondo della genitorialità porta sempre dubbi e domande. La puericultrice può essere una risorsa preziosa per affrontare con maggiore serenità i primi mesi o anni di vita della propria bambina. In questa sezione rispondiamo alle curiosità più comuni per aiutarti a capire come, quando e perché può essere utile il suo intervento.

La puericultrice può aiutarmi con la mia neonata a casa?

Sì, la puericultrice offre servizi a domicilio fin dai primi giorni dopo la nascita e anche nelle fasi successive. Accompagna la famiglia nella gestione di nutrizione, sonno, routine quotidiana e organizzazione degli spazi dedicati alla cura della neonata, modulando frequenza e durata degli incontri in base alle specifiche esigenze familiari.

Quali sono i benefici di affidarsi a una puericultrice?

Affidarsi a una puericultrice significa ricevere un sostegno personalizzato per affrontare con più serenità e fiducia possibili le sfide della genitorialità.Grazie a competenze specialistiche e professionali, promuove uno sviluppo equilibrato del bambino e riduce dubbi e preoccupazioni delle persone adulte di riferimento.

Come capire se ho bisogno di una puericultrice?

È utile contattarla se vuoi prepararti al meglio ad accogliere tua figlia, se riscontri difficoltà con l’allattamento o il sonno della neonata, se hai dubbi sulla cura e l’igiene del suo corpo, oppure se desideri il supporto di una professionista a cui affidare i tuoi dubbi o un’alleata con cui condividere gioie e fatiche della genitorialità.

Per seguire la puericultrice Laura Rizzati:

puericultrice.laurarizzati@gmail.com

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