Metodi contraccettivi: guida completa, differenze e consigli pratici per parlarne in famiglia

Parlare di contraccezione non è mai scontato, eppure riguarda da vicino la salute, le relazioni e la libertà di scelta di tutte le persone.

Per affrontare un tema tanto importante con chiarezza e competenza, abbiamo chiesto il contributo dell’ostetrica Giulia Zamboni, che in questo articolo ci accompagna tra metodi, differenze e consigli su come parlarne anche in famiglia.

Giulia Zamboni è Ostetrica presso la Casa Maternità “Il Nido di Bologna”. Si è laureata con una tesi incentrata sul mondo delle giovani generazioni, focalizzandosi su tematiche quali l’affettività, la sessualità e la contraccezione. Ad oggi lavora come libera professionista accanto alle coppie durante la gravidanza, il parto e il puerperio. Oltre ad amare l’ambito della nascita, è particolarmente appassionata di rimedi erboristici, allattamento e tutto ciò che riguarda il ciclo mestruale, comprese le scelte ecosostenibili.

Vi chiederete:

Perchè parlare ancora di contraccezione?

e io risponderei

perchè ne parliamo così poco?

Giulia Zamboni ostetrica

La contraccezione ad oggi è ancora un grande tabù, fra persone giovani se ne parla ogni tanto in gruppo, a scuola nella stragrande maggioranza dei casi è un tema che non si affronta e in famiglia si fa fatica a discuterne.

Piuttosto che focalizzarci sulla paura che parlarne possa anticipare i tempi di inizio dei primi rapporti sessuali, pensiamo che, quando questo accadrà, fuori dal nostro volere e controllo, potrà avvenire in modo sicuro, perchè abbiamo dato maggiore consapevolezza e strumenti utili alle giovani persone che si approcciano a questo mondo per la prima volta.

I metodi contraccettivi sono tanti, e ognuna di noi dovrebbe conoscerli tutti per orientarsi ed orientare, e se ne dovrebbe parlare, con amiche, persone adulte di riferimento, senza vergogna, perché, in un modo o nell’altro, verremo in contatto con questo tema e ci sarà utile avere un’informazione completa ed esaustiva. 

Perché conoscere i metodi contraccettivi è importante iniziare a parlarne al momento giusto

Penso siano le persone a fare la differenza, penso che preoccuparmi per la mia salute e per la tua sia importante tanto quanto decidere se e quando fare sesso, se non di più.

La contraccezione è una scelta dapprima individuale, per proteggere sé stesse, e diventa in secondo luogo una scelta di cura relazionale fondamentale, che non deve dividere ma unire. Parlarne non deve spaventare perchè dovrebbe essere interesse di tutte le persone coinvolte, come una danza a due tra il proteggersi e il proteggere. È un grande gesto di complicità

I ricatti del tipo:

Se mi ami lo facciamo senza preservativo

accettati con una gran stretta allo stomaco per paura di discutere alla fine di quel rapporto, sempre ricatti rimangono.

Non amore. Non unione. Non salute. 

Qual è il metodo contraccettivo giusto? Una panoramica semplice e sicura

Il metodo contraccettivo giusto è quello facilmente reperibile, applicabile, che non viene dimenticato e del tutto accettato dalla persona che lo deve usare e da chi frequenta. 

Non sempre si ha la fortuna di individuare immediatamente il metodo giusto per noi, e capita che in momenti diversi della vita ci siano esigenze diverse! 

Conoscerli tutti può aiutare nella scelta. 

In Italia per le persone con vulva e vagina esistono metodi ormonali che si assumono per bocca, che si applicano sulla pelle o sottopelle, che si inseriscono in vagina o in utero. Esistono poi dei metodi di barriera, o dei metodi che rendono inospitale la cavità uterina, e altri ancora che non prevedono l’utilizzo di nulla, se non dello studio approfondito di quello che ci dice il corpo. Alcuni si possono “dimenticare” e svolgono la propria funzione per anni, altri vanno ricordati tutti i giorni. 

Metodi contraccettivi ormonali: cosa sono e come funzionano

I metodi ormonali sono una tipologia di contraccettivi che modifica la naturale produzione dei nostri ormoni, fungono da “interferenza” di quelli che sono i fisiologici picchi ormonali che il nostro corpo ogni giorno produce. 

Esistono diverse vie di somministrazione e forme farmaceutiche in commercio, ognuna di esse riduce, con efficacia variabile, la fertilità  e di conseguenza il rischio di gravidanze indesiderate. 

Il ciclo mestruale è caratterizzato da ormoni pulsatili (che producono picchi più o meno elevati a seconda del periodo), che hanno tante funzioni nel nostro corpo, non solo legate alla riproduzione e alla fertilità. 

In quanto metodi che interferiscono con il ciclo mestruale, nella maggior parte dei casi inibiscono l’ovulazione, ispessiscono il muco cervicale e modificano l’endometrio, aumentano quindi l’efficacia contraccettiva riducendo il passaggio degli spermatozoi nel canale cervicale e rendendo l’utero inospitale ad accogliere un’eventuale gravidanza. 

Sono farmaci che prevedono una prescrizione medica e eventuali controlli clinici pre e post assunzione in casi particolari.

Pillola anticoncezionale 

La pillola è uno dei metodi contraccettivi più conosciuti in Italia, un farmaco estro-progestinico, che racchiude quindi al suo interno due degli ormoni cardine del ciclo mestruale: estrogeni e progesterone. 

In commercio sono presenti tante formulazioni diverse con concentrazioni e tipologie di ormoni differenti solitamente scelti insieme a chi lavora nel campo in base alle esigenze specifiche della paziente. 

Diverse tipologie di pillola richiedono assunzioni diverse. 

Esistono pillole monofasiche, bifasiche, trifasiche e quadrifasiche, ognuna di esse può avere uno schema di assunzione differente che viene di solito spiegato dalla professionista che prescrive il farmaco, ed è altresì consultabile nel foglietto illustrativo. 

Tra le tipologie più comuni abbiamo pillole che prevedono un’assunzione continuativa delle pastiglie presenti nel blister (solitamente numerate da 1 a 28), 21 delle quali contengono ormoni e 7 dette “placebo”, utili per non avere interruzioni con rischio di dimenticanze. 

Altre pillole prevedono l’assunzione di 21 pillole e una sospensione di 7 giorni, per poi iniziare poi un blister nuovo. La pillola, purché sia il più efficace possibile, andrebbe assunta tutti i giorni alla stessa ora e non si dovrebbero presentare episodi di vomito e diarrea. 

Durante l’interruzione che sia essa caratterizzata da pillole placebo o dalla sospensione dell’assunzione, la persona con vulva e vagina è frequente che veda un sanguinamento, simile ad una mestruazione. 

Pillola anticoncezionale

Minipillola

La cosiddetta minipillola è un farmaco ormonale a base di solo progestinico, un contraccettivo che si assume in modo continuativo (di solito blister da 28 compresse, e una volta finito uno si inizia il successivo). Blocca anch’essa l’ovulazione, e in alcune donne non induce alcun sanguinamento simil-mestruale. 

Anello contraccettivo

L’anello è un dispositivo estro-progestinico circolare e morbido, che viene inserito in fondo al canale vaginale. L’inserimento è simile a quello di un assorbente interno, e il suo posizionamento non preclude la possibilità di avere rapporti sessuali. 

Gli ormoni presenti nell’anello sono gli stessi presenti in alcune pillole combinate, ed essendo rilasciati a livello “locale” e quindi assorbiti dalla mucosa vaginale in alcuni casi possono ridurre gli effetti indesiderati dati dall’assunzione orale. 

Un anello ha un’efficacia di 3 settimane, al termine delle quali seguirà una settimana di pausa in cui verrà tolto, e durante la quale si potrebbe vedere un sanguinamento. Al termine delle 4 settimane verrà inserito in vagina un nuovo anello. 

L’inserimento può essere fatto in autonomia, se dovesse uscire/essere rimosso, purché venga inserito entro breve non risulta un problema dal punto di vista dell’efficacia contraccettiva.

Cerotto contraccettivo

Il cerotto è un dispositivo estro-progestinico che viene applicato sulla cute, ha una funzione pressocché simile alla pillola, ma come l’anello evita l’assorbimento tramite il tratto gastrointestinale

Viene applicato solitamente su zone non soggette a grande sfregamento, per evitare che si stacchi accidentalmente. Un cerotto ha efficacia per una settimana, e ne va applicato un altro subito dopo, per 3 settimane consecutive, al termine delle quali è prevista una settimana di pausa.

Spirale (IUS ormonale)

La spirale è un dispositivo progestinico studiato per essere inserito direttamente all’interno dell’utero dalla ginecologa e può rimanere in sede dai 3 ai 5 anni, a seconda del modello. 

Rilascia progesterone che modifica il muco cervicale e l’endometrio, inoltre crea un ambiente inospitale per l’eventuale annidamento. Potrebbe in alcuni casi bloccare l’ovulazione, ma non è la sua funzione principale. In alcuni casi le mestruazioni si presentano regolarmente, in altre in modo irregolare, per qualcuna non si presentano proprio. 

Impianto sottocutaneo

Una strisciolina sottile e flessibile, lunga pochi cm che la ginecologa inserisce nel braccio. Funziona rilasciando solo progesterone, ha quindi una funzione molto simile a minipillola e spirale, e ha una durata di diversi anni a seconda del modello scelto, in Italia attualmente è disponibile solo della durata di 3 anni. 

Viene inserito sotto la cute con uno strumento apposito e richiede poi l’intervento della ginecologa anche per la rimozione, che avviene con una piccola incisione.

Quando parliamo di contraccezione, non possiamo dimenticare che tutto parte dal rispetto di sé e delle altre persone. L’educazione al consenso è un tassello fondamentale: imparare fin dall’infanzia che ogni scelta sul proprio corpo è libera e legittima. Ne abbiamo parlato più a fondo qui: educazione al consenso

Metodi contraccettivi non ormonali e di barriera

Questi metodi non prevedono l’assunzione di farmaci, vanno quindi ad agire in diversi modi, meccanici e non, per prevenire le gravidanze indesiderate senza interferire con gli ormoni in circolo. 

Possono agire evitando che liquido seminale e l’ovulo entrino in contatto tra loro (preservativi, diaframma), creando cioè una barriera fisica, o rendendo particolarmente inospitale l’utero delle donne (spirale al rame), o promuovendo l’astinenza dai rapporti penetrativi nei giorni di fertilità (metodi naturali).

Preservativo per persone con pene 

Il preservativo per il pene è l’unico metodo contraccettivo a prevenire le malattie sessualmente trasmesse. È una guaina di lattice, o altro materiale (nel caso di allergie), che si posiziona sul pene prima di un rapporto sessuale. Ha un piccolo serbatoio all’estremità per raccogliere lo sperma ed evitare che entri in contatto con la vagina. È economico e facilmente reperibile.

Ha un’efficacia altissima nella protezione da malattie e gravidanze indesiderate, ma necessita di essere posizionato correttamente, chiedi all’ostetrica o alla ginecologa di mostrartelo, e se ti imbarazza, piuttosto che non metterlo, cerca su internet un video affidabile per vedere come si indossa! 

Può essere usato da solo o in associazione ad altri metodi (es: ormonali), come barriera e ulteriore protezione, soprattutto in giovane età e quando non conosciamo in modo approfondito la persona che abbiamo davanti. 

Per una prevenzione ancora più efficace sarebbe consigliato indossarlo sui genitali delle persone con il pene durante il sesso orale, e se tagliato e posizionato come un “fazzoletto” è possibile fare lo stesso anche sui genitali esterni femminili. 

È indicato anche per sesso anale.

preservativo

Preservativo per persone con vulva e vagina 

Insieme al preservativo per il pene è l’unico metodo di barriera capace di evitare la trasmissione delle malattie sessualmente trasmesse.

È più difficile da acquistare ed è più costoso del corrispondente per il pene, ma molto simile come funzione: è una guaina con un’estremità chiusa che va inserita in vagina, per creare una protezione di tutte le pareti vaginali e permettere l’eventuale penetrazione senza che lo sperma entri a contatto con i genitali. 

Anche questo può essere tagliato e essere utile in caso di sesso orale.

IUD non ormonale (rame) 

La spirale al rame viene inserita in utero dalla ginecologa, come la spirale con progesterone, ma ha una funzione leggermente diversa. Non rilascia ormoni e non interferisce con il ciclo mestruale, ma rende inospitale la mucosa dell’utero e più difficile l’instaurarsi di una gravidanza. Può rimanere in utero diversi anni (dipende dal modello), e viene rimossa dalla ginecologa al termine del tempo previsto.

Metodi naturali (calendario, temperatura) 

Sono metodi che non prevedono dispositivi o farmaci, si basano su un’attenta osservazione di ciò che ci comunica il nostro corpo, per interpretarne i picchi ormonali, ad esempio registrando la temperatura corporea e/o osservando le perdite mucose che troviamo nelle mutande. 

È necessario un periodo di “studio” per riuscire a dare una chiara interpretazione di ciò che si nota e nonostante in teoria risultino abbastanza efficaci nella prevenzione delle gravidanze, la realtà dei dati è peggiore rispetto all’efficacia di altri metodi perché coinvolgono tante variabili differenti. 

Sostanzialmente individuano i giorni fertili della persona con vulva e vagina e consigliano, in quei giorni, astinenza.

Vengono spesso usati al “contrario”, ciò diventano molto efficaci nella ricerca di una gravidanza.

Metodo del coito interrotto 

Non è riconosciuto dal mondo scientifico come un vero e proprio metodo anticoncezionale, ma viene sempre citato perchè è molto utilizzato nella realtà dei fatti. Prevede l’uscita del pene dai genitali prima dell’eiaculazione così da evitare il contatto tra il liquido seminale e l’ovocita. Non è ritenuto sicuro come anticoncezionale perché ha una scarsa efficacia e non tiene conto della fisiologica fuoriuscita di goccine di liquido seminale che spesso avviene durante il rapporto, prima dell’eiaculazione. 

Contraccezione e protezione dalle malattie sessualmente trasmesse: cosa sapere

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima in crescita la diffusione delle MST (malattie sessualmente trasmesse), soprattutto nelle persone giovanissime. 

Ogni anno più del 50% dei nuovi casi di infezione da HIV riguardano la fascia di età compresa tra i 15 e 24 anni e un persona su 20 contrae una malattia sessualmente trasmessa. 

L’età dei contagi è ogni anno più bassa, e questo dipende sicuramente dall’età in cui avvengono i primi rapporti e dalla scarsissima informazione su tale argomento fornita ai giovanissimi. 

Il tema sembra essere un problema solo di salute pubblica in quanto non vengono considerate le possibili gravi conseguenze anche a lungo termine, come l’infertilità e il dolore cronico. 

Quando parliamo di metodi contraccettivi non ci riferiamo solo a strumenti pratici, ma anche a un modo di prendersi cura delle relazioni. Per questo il tema dell’educazione sessuale diventa fondamentale: aprire conversazioni rispettose e inclusive con le persone giovani significa aiutarle a vivere scelte consapevoli, libere da tabù e paure.

Contraccezione d’emergenza: cos’è e quando si usa

La contraccezione d’emergenza, o più comunemente pillola del giorno dopo, è una possibilità quando un metodo contraccettivo non ha funzionato, non è stato usato correttamente o non è stato possibile utilizzarne uno. 

Contrariamente a quanto qualcuno crede non prevede l’assunzione di farmaci abortivi, ma interferisce con l’ambiente uterino o con l’ovulazione. 

È bene ricordare che non devono essere considerati metodi contraccettivi abituali, e che ne va fatto un utilizzo adeguato.

In Italia esistono principalmente 3 opzioni, due ormonali, che agiscono principalmente ritardando di alcuni giorni l’ovulazione, e uno non farmacologico:

  • pillola a base di Ulipsristal acetato, da assumere entro 120h dal rapporto a rischio
  • pillola a base di Levonorgestrel, da assumere entro 72h dal rapporto a rischio
  • dispositivo intrauterino (spirale al rame), da inserire entro 5 giorni dal rapporto a rischio, riduce il rischio di fecondazione rendendo inospitale l’ambiente uterino per ovociti e spermatozoi provocando infiammazione.

Lo IUD richiede per forza valutazione ginecologica per l’inserimento, mentre entrambe le pillole sono ad oggi reperibili in farmacia senza necessità di ricetta medica.

Come parlare di contraccezione in famiglia (per genitori e figli)

Nel documento Standard per l’Educazione Sessuale in Europa, redatto dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA, viene sottolineato quanto sia importante iniziare a parlare di contraccezione dai 6 ai 9 anni, e non smettere più, continuando nelle varie fasce di età a farlo con parole, attività, obiettivi e intenti adeguati e diversi. 

L’argomento va affrontato in modo adeguato all’età, iniziando a parlare di affettività e sessualità, di come questa possa essere anche solo un piacere senza essere volta alla sola riproduzione e di come però possa al suo interno nascondere qualche insidia. 

Esistono libri facili da comprendere che possono essere letti insieme alle persone bambine, esistono professioniste che studiano giornalmente per aiutarvi e accompagnarvi in questo percorso, esistono progetti come W l’amore, per chi accompagna le persone adolescenti e pre-adolescenti durante la fase della scoperta e della curiosità.

E poi esiste anche l’istinto, quella componente che ogni tanto ci porta a dire e fare cose, mossi dalle domande delle persone piccole, esseri generalmente non maliziosi ma tanto curiosi, che noi a volte zittiamo con un sono cose da grandi

Sono cose anche da loro, se vogliamo affrontarle con parole e concetti alla loro portata, perché possano smettere di diventare tabù e possano in futuro approfondire anche con noi di nuovo quegli argomenti.

Si pianta un semino alla volta per raccogliere frutti in futuro. 

Domande frequenti sui metodi contraccettivi

Alle domande più frequenti diamo risposte brevi, e forse ripetitive, ma ricordate repetita iuvant e in tema contraccezione probabilmente ancora di più!

Qual è il metodo contraccettivo più sicuro per gli adolescenti?

Indubbiamente il preservativo, essendo l’unico capace di prevenire la diffusione delle MST, terribilmente in aumento negli ultimi anni tra quella fascia di età. 

A che età si può iniziare a usare un metodo contraccettivo?

Un metodo contraccettivo ormonale a volte potrebbe essere prescritto con uno scopo diverso da quello anticoncezionale, ma come terapeutico, quindi potrebbe essere usato svincolato dalla sessualità. 
Se il contraccettivo invece è usato per evitare le malattie sessualmente trasmesse e una gravidanza indesiderata allora andrebbe usato non appena ci si sente pronti ad iniziare un’attività sessuale, di qualsiasi tipo essa sia, e con qualsiasi partner

I metodi contraccettivi fanno male? Ci sono effetti collaterali?

Alcuni metodi contraccettivi possono avere degli effetti collaterali, soprattutto quelli ormonali, essendo farmaci, ma sono soggettivi e non si presentano in tutte le persone che li utilizzano. I metodi non ormonali difficilmente possono dare effetti collaterali, il preservativo ad esempio potrebbe dare reazione allergica, ma esiste in commercio di altri materiali per ovviare al problema. 

Come si usa correttamente un preservativo per pene? 

Andrebbe messo all’inizio del rapporto, con il pene in erezione, indice e pollice devono delicatamente schiacciare il piccolo serbatoio (simile ad una cupola) che viene poi appoggiato sulla punta del pene e tenuto fermo, dopodichè viene srotolato fino alla base del pene. Se si fa in coppia può rendere il momento più piacevole. 
Una volta terminato il rapporto, se penetrativo, andrà tenuto fermo alla base durante l’uscita dalla vagina per evitare la fuoriuscita di sperma. 

I metodi contraccettivi proteggono anche dalle malattie sessualmente trasmesse?

Gli unici metodi che proteggono dalle MST sono i preservativi per pene e per vagina

Che differenza c’è tra contraccezione ormonale e non ormonale?

La prima è farmacologica e interferisce con i nostri ormoni rendendo i loro livelli quasi piatti. La seconda dà la possibilità di controllare il rischio di gravidanze indesiderate, e in alcuni casi della trasmissione delle MST, ma garantisce al nostro corpo di conservare la propria unicità ormonale.

La pillola anticoncezionale fa ingrassare o cambia l’umore?

La pillola è un farmaco e come tutti i medicinali può avere degli effetti collaterali, tra i più comuni le persone con vulva e vagina che la utilizzano riferiscono un aumento di peso, dovuto soprattutto ad un aumento della ritenzione di liquidi, sbalzi d’umore e calo della libido. 

Se uso la pillola, devo comunque usare il preservativo?

I preservativi sono i soli a prevenire le malattie sessualmente trasmesse, quindi è raccomandato il loro utilizzo in associazione alla pillola e a qualsiasi altro metodo. 

Dove posso trovare informazioni sicure sui metodi contraccettivi?

Presso i consultori familiari pubblici, dall’ostetrica, dalla ginecologa, dal medico di medicina generale, su siti affidabili e scientifici (es: SaperiDoc, YoungMail ULSS 8 Berica, Pianetadonna.aogoi).